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Il numero 10

 

La magia del numero 10 è quella che nasce dai piedi del trequartista, il giocatore di fantasia, quello capace di spiazzare "tutti con un gesto atletico di cui forse neppure lui ha piena consapevolezza".

Proprio al ruolo del trequartista è stata dedicata la Tesi di fine studio del Corso Master 2000/2001 per l’abilitazione ad allenatore professionista di Roberto Mancini. 

 

IL TREQUARTISTA

mancini-sampdoria

CHI È IL TREQUARTISTA NELLO SCHIERAMENTO DI UNA SQUADRA?

Dal punto di vista della “cultura calcistica”:

Il trequartista è un giocatore dotato di spiccate doti tecniche con caratteristiche ben precise:

  • capacità eccelse di smarcamento;
  • grandi qualità tecniche di base e buona qualità di tecnica applicata;
  • imprevedibilità;
  • capacità di mandare in gol con disinvoltura gli attaccanti in vari modi;
  • predisposizione al dribbling e alla giocata individuale;
  • scarsa attitudine alla fase difensiva.

Dal punto di vista della “posizione in campo”:

Il trequartista è un giocatore che si pone in zona centrale tra la linea dei mediani di centrocampo e la linea degli attaccanti.

 

NOTE STORICHE

maradona-platinimaradona-platiniZico, Platini e Maradona sono le espressioni migliori che il calcio ha proposto negli ultimi 20/25 anni nel suddetto ruolo. Negli anni ‘90 il ruolo è entrato in crisi: spesso gli allenatori hanno sacrificato la storica figura del “numero 10” in ragione della necessità di salvaguardare gli equilibri della squadra. Difficile capire se tale scelta (che ha portato ad alcuni anni di calcio speculativo e muscolare) sia stata dettata da ragioni teoriche oppure dalla mancanza di “giocatori di talento”.


Negli anni più recenti, invece, vi è stato un ritorno di fiamma: molte  squadre oggi sono “costruite” proprio attorno al trequartista (ad esempio, il Brescia o la Juventus).


Il ruolo ha subito, però, un deciso processo evolutivo: i vari Zidane, Rivaldo, Rui Costa e altri (ossia i migliori nel “nuovo ruolo”) sono giocatori molto diversi rispetto ai colleghi del passato; associano, cioè, indiscusse qualità tecniche a doti fisiche non indifferenti, che permettono loro di partecipare più attivamente alla fase di recupero della palla.


La differente costituzione fisica dei “nuovi trequartisti”, permette loro di compensare la riduzione degli spazi a disposizione e dei tempi concessi dagli avversari per “fare la giocata”. Anche i fantasisti  hanno cioè dovuto adattarsi ad un calcio più atletico in cui la “tecnica” non è più sufficiente per emergere a certi livelli, se non supportata da buone doti fisiche e caratteriali. Per tutte queste ragioni è sempre più difficile per il trequartista “fare la differenza”, come succedeva nel calcio del passato. Ciò perlomeno spiega la scelta di rinunciare al trequartista, soprattutto da parte delle squadre di medio-bassa classifica. Rimangono, comunque, con le loro caratteristiche personali, i giocatori in più di ogni formazione. Per tutti questi motivi è oggi più facile per le squadre supportare (e non più sopportare) il “numero 10” moderno.

 

OSSERVAZIONE DEL TREQUARTISTA

Una definizione statistica del ruolo
Volendo definire in modo più oggettivo se un giocatore appartiene o meno al ruolo di trequartista, è possibile utilizzare l’indagine statistica che associa ad ogni giocatore uno degli otto ruoli pensati per definirne la collocazione e di conseguenza poterne dare una valutazione pertinente (portiere, difensore esterno, difensore centrale, centrocampista centrale, centrocampista esterno, centrocampista centrale offensivo o trequartista, 2° punta, 1° punta). Questa ricerca utilizza la densità di gioco, che si basa sulla posizione in campo che ha il giocatore quando entra in possesso di palla durante la gara e sul tempo di possesso per ogni palla giocata. Per ogni partita è possibile attribuire ad ogni protagonista il suo reale ruolo. Al termine del campionato si può così calcolare una densità media che utilizza tutte le informazioni ottenute durante la stagione. In tal modo si riesce ad attribuire un ruolo a ciascun giocatore.
In conformità a tale modello sono soltanto 11 i giocatori dell’attuale campionato italiano che rientrano nella categoria del trequartista (sono considerati i giocatori che hanno giocato almeno 1/3 dei minuti a disposizione):

GiocatoreSquadra
Locatelli Thomas Bologna
Baggio Roberto Brescia
Pirlo Andrea Brescia
Rui Costa Manuel Fiorentina
Seedorf Clarence Inter
Zidane Zinedine Juventus
Veron Juan Sebastian Lazio
Micoud Johan Parma
Zauli Lamberto Francesco Reggina
Fiore Stefano Udinese
Zauli Lamberto Vicenza

In che modulo è inserito il trequartista?
La presenza di un trequartista non impone necessariamente un determinato modulo. Sia perché molto spesso le squadre cambiano tattica durante la gara (o durante la stagione), sia perché la figura del trequartista può avere sfaccettature molto differenti.

In genere, comunque, la maggior parte delle squadre che giocano con un “centrocampista centrale offensivo” si dispongono con un 3-4-1-2 (ad esempio, il Bologna, il Parma, l’Inter o il Vicenza). Altre squadre, come la Juventus o la Fiorentina, giocano un 4-3-1-2 che necessita di difensori esterni molto bravi in fase di spinta e dei tre centrocampisti più dinamici e portati alla fase di interdizione.

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Vi sono poi squadre che sono schierate con un tradizionale 4-4-2, all’interno delle quali vi è un giocatore più libero di muoversi e di supportare il reparto offensivo (Veron nella Lazio).

schema-gioco 3

Oppure, il trequartista può giocare anche in formazioni schierate con in campo una sola punta (ancora Fiorentina o Lazio e poi il Brescia).

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Come abbiamo già detto, ci sono potenziali trequartisti che trovano spazio nel reparto d’attacco, sia per sfruttare le loro capacità nei pressi dell’area avversaria sia per non far pesare alla squadra la scarsa attitudine alla fase d’interdizione: è il caso di Recoba nell’Inter, di Leonardo nel tridente del Milan e Morfeo nell’Atalanta.

E del resto è chiara anche la situazione della Roma, con Totti che ha agito più da seconda punta che da trequartista e con l’ipotetica seconda punta (Delvecchio) spesso in posizione più arretrata sulla fascia mancina.

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Al di là delle caratteristiche personali e dell’inserimento nei vari sistemi di gioco, il trequartista è un’artista che sa come e dove smarcarsi a seconda di dov’è la palla e di dove sono e si muovono compagni ed avversari. Ha insomma una visione a 360° e quando entra in possesso di palla può creare qualcosa di nuovo. Vedremo nel proseguo come si muovono e quali sono le sue caratteristiche di gioco sia in fase offensiva che in fase di non possesso palla.

 

COSA FA IN CAMPO IL TREQUARTISTA?

Come detto in precedenza, all’interno del gruppo dei trequartisti vi sono giocatori con caratteristiche abbastanza diverse. Le considerazioni generali che ora in avanti si faranno devono necessariamente tenere conto di ciò.

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